Sembra scoperto il meccanismo biologico alla base del piacere dato dallo “Junk Food”, il “cibo spazzatura” dei fast food che tanto ci piace. Impossibile immaginarsi un fast food senza salsa di condimento, patatine fritte e una buona dose di unto!
In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS “An endocannabinoid signal in the gut controls dietary fat intake” è stato dimostrato il meccanismo di azione dei grassi assunti con l’alimentazione.

Questi ultimi, e non gli zuccheri e le proteine, stimolano la produzione di endocannabinoidi, sostanze prodotte naturalmente dal corpo umano, chiamati in questo modo in quanto il THC, il principio attivo della marijuana, o Cannabis, ne mima gli effetti, compreso quello del desiderio di cibo.
I cibi grassi generano un segnale positivo che causa appunto sensazione di bisogno di altro cibo grasso, quasi certamente regolando il rilascio delle sostanze chimiche coinvolte nella fame e nella sazietà.
Questo è con ogni probabilità dovuto all’evoluzione del meccanismo di sopravvivenza degli uomini primitivi, che avevano molto più bisogno di grasso, importante e primaria fonte di energia. Oggi non è più così, sia perché nell’ambiente in cui viviamo abbiamo a disposizione tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, sia perché lo sforzo fisico a cui siamo sottoposti è molto minore rispetto al passato.

Togliamoci la voglia di un hamburger ben farcito e di una porzione grande di patatine, non può che far bene alla mente, ma che questo non diventi un’abitudine, per non rovinare la salute!

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